Dal mattone ai Buoni Fruttiferi postali: le promesse non mantenute

Dal mattone ai Buoni Fruttiferi postali: le promesse non mantenute

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Dal collocamento di prodotti finanziari svenduti allo sportello al non rispetto di rendimenti promessi anni fa: sono alcune delle vicende che vedono Poste Italiane protagoniste non positive delle notizie finanziarie degli ultimi mesi. Ecco una analisi della situazione.

Fondi immobiliari svenduti allo sportello

Nei primi anni 2000 Poste Italiane ha proposto e collocato alla clientela fondi immobiliari spacciandoli come prodotti sicuri. Di cosa si tratta in realtà? Di fondi che investono in immobili, appunto, come ad esempio centri commerciali o grandi edifici che, dopo essere stati costruiti, ottengono redditività incassando gli affitti dalle attività che decidono di sfruttarne gli spazi. Questo secondo la teoria, nella pratica invece in questi anni le cose non sono andate come previsto e questi stessi “immobili sicuri” hanno portato a svalutazioni consistenti dei risparmi degli italiani che vi avevano investito. Il caso più eclatante di svalutazione è quello del fondo Obelisco che ad oggi ha perso il 79% del valore dell’investimento iniziale, come riportato sul Plus 24 de Il Sole 24 Ore di Sabato 24 Gennaio 2017.

Il fondo immobiliare Invest Real Security è invece protagonista in questi giorni per la decisione di Poste Italiane di proporre, a fronte delle perdite riportate dal fondo stesso, un rimborso agli investitori. Che tipo di rimborso? L’equivalente della somma persa in contanti per i clienti che hanno compiuto 80 anni, mentre per tutti gli altri è prevista la possibilità di trasformare il prodotto in una polizza quinquennale senza rendimento minimo garantito. Una manovra “riparatrice” per sanare i danni fatti da una politica di vendita di prodotti non accurata che ha proposto come sicuri e garantiti strumenti che tali non sono.

Rendimenti promessi… e non mantenuti

Tornando un po’ più indietro nel tempo, quando gli strumenti a disposizione erano minori e il sistema finanziario più semplice, andavano di moda i Buoni Fruttiferi Postali.

I Buoni Postali emessi dal 1974 al 1986 sono stati i titoli più remunerativi di sempre e la percentuale di rendimento riconosciuta era molto elevata, fino a un massimo del 16%. Fino all’1 luglio 1986, quando un decreto legislativo dimezzò i rendimenti garantiti per i Buoni emessi dopo tale data. Ma non solo: sconcerta il fatto che l’effetto del decreto fu retroattivo, cioè valido anche per i Buoni Postali emessi prima di quella data. Cosa vuol dire? Ecco un esempio numerico: ipotizzando di aver acquistato un Buono Postale che garantiva una resa del 12% nel 1980, dopo il decreto, da un giorno all’altro, il rendimento riconosciuto sarebbe sceso al 6%.  Molti risparmiatori stanno portando avanti da anni azioni legali per la richiesta del risarcimento, ma Poste Italiane non vuole sentire. Altra promessa non mantenuta.

Concludendo, la consulenza improvvisata da chi nasce con altre competenze porta sicuramente ad un risparmio immediato ma crea un danno nel lungo periodo.

 

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