Investimenti: gli strumenti per monitorare il rischio

Investimenti: gli strumenti per monitorare il rischio

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Sfatiamo subito un mito: nessun investimento è privo di rischio. Poca o tanta che sia, una percentuale di rischio è sempre presente in tutti gli investimenti in quanto tali: aprire un’attività comprende dei rischi, acquistare un immobile include il rischio di acquistarlo ad un prezzo e rivenderlo ad un prezzo più basso, anche investire in oro o diamanti contiene il rischio di variazione dei prezzi dei due beni “rifugio”.

Anche gli investimenti finanziari hanno dei rischi che possono però essere monitorati attraverso indicatori utili da utilizzare prima di prendere delle delle decisioni.

Indicatori per le obbligazioni

L’obbligazione è uno strumento finanziario con il quale l’investitore presta dei soldi a uno Stato o a una società dietro il pagamento di un interesse, che può essere più o meno alto, e la restituzione del capitale a scadenza.

Gli indicatori principali per valutare il rischio di una obbligazione sono:

  • La probabilità di default – il rating: gli emittenti di obbligazioni vengono classificati in relazione alla loro probabilità di fallimento. Se hanno una probabilità molto bassa di fallire, viene attribuito un rating tripla A (AAA), mentre se una società è in stato di fallimento verrà assegnata un rating D. Nel mezzo esistono una serie di valutazioni intermedie che vanno a scalare dalla tripla A (AAA), alla doppia A (AA), alla singola A (A), passando per tripla B (BBB) e così via. Tanto maggiore sarà la valutazione, tanto più affidabile sarà la società o lo Stato a cui ho prestato i soldi e, di conseguenza, tanto minore sarà l’interesse a me riconosciuto. Tanto più bassa sarà la valutazione e tanto più alto sarà l’interesse in quanto maggiore sarà anche il rischio che mi assumo. Ad esempio, negli ultimi giorni il titolo di stato tedesco rende circa lo 0,50% all’anno per 10 anni, mentre sulla stessa scadenza il titolo di stato venezuelano rende il 9,25% all’anno. Sarà un caso?
  • Lo spread è la differenza di rendimento tra obbligazione “normale” e obbligazione considerata “priva” di rischio (come il bund tedesco), quindi può essere interpretato come il premio che gli investitori incassano per sopportare il maggior rischio che l’emittente possa fallire. Maggiore è lo spread e maggiore è il rischio d’insolvenza. Nell’esempio di prima tra Germania e Venezuela lo spread è di 8,75% (9,25%-0,50%).
  • Gli scenari di probabilità sono degli indicatori presenti nei prospetti informativi presentati prima della sottoscrizione dell’investimento, che determinano le probabilità di perdere e di guadagnare.

Indicatori per le azioni

L’azione è uno strumento finanziario che rappresenta la più piccola parte del capitale della società in cui si investe con lo scopo di ricevere gli utili della stessa sotto forma di dividendi.

Gli indicatori principali per valutare un’azione sono:

  • La volatilità – è una misura che individua le oscillazioni dei rendimenti in un determinato periodo temporale. Più è alta la volatilità, maggiore è il rischio associato.
  • Il max drawdown – si tratta della perdita massima registrata tra il prezzo massimo e minimo dell’azione. Indica di quanto il valore dell’azione può variare.
  • Il P/E – è il rapporto tra prezzo (Price) e utile (Earning) dell’azione della società che indica la convenienza ad acquistarne o meno un titolo. Più alto è l’indicatore, più il titolo è ritenuto sopravvalutato, al contrario, tanto minore risulta l’indicatore, tanto il titolo è sottovalutato e quindi conveniente.

Questi sono solo alcuni degli indicatori da valutare prima di un investimento consapevole e uniti a una sana diversificazione, costituiscono la  ricetta per gestire bene i propri risparmi.

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