Italia, il paradiso fiscale delle successioni

Italia, il paradiso fiscale delle successioni

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Abbiamo già parlato della scaramanzia degli italiani e della tendenza del nostro popolo a non pensare alle assicurazioni sulla vita, torniamo quindi a parlare dei rischi e pericoli di questo atteggiamento.

Si è sempre portati a sottovalutare il tema della successione e della gestione dell’eredità, ma affrontare questo argomento per tempo può portare a una forte riduzione di costi e tasse può evitare lunghissimi contenziosi e conflitti tra gli eredi, ci protegge dal rischio di far decidere a qualcun altro del nostro patrimonio e soprattutto ci permette di salvaguardare i nostri cari, assumendoci quello che dovrebbe essere considerato un vero e proprio dovere.

Le imposte di successione

Ad oggi, la normativa che regola le imposte di successione prevede delle franchigie e delle aliquote che si distinguono in base al grado di parentela del de cuius, ovvero colui che lascia l’eredità.

Nella tabella qui di seguito sono riportati i dettagli per ciascun grado di parentela:

Come si può notare, per i coniugi e parenti in linea retta (ad es. padre e figlio) la franchigia prevista è di un milione per erede: se fossi sposato con due figli, la mia franchigia sarebbe di 3 milioni di euro, quindi il pagamento del 4% delle imposte di successione sarebbe previsto solo per la parte eccedente i 3 milioni di euro del patrimonio. Per gli altri casi la situazione può complicarsi: pensiamo ad esempio alle coppie di fatto che rientrano nella categoria “nessuna franchigia”, in questo caso è previsto il pagamento dell’8% senza franchigia. Non dimentichiamoci che nel prossimo futuro è possibile che queste franchigie possano notevolmente diminuire e le aliquote aumentare (vedi l’articolo), provocando dei notevoli aggravi per le tasche degli italiani.

L’Italia, paradiso fiscale delle imposte di successione

Facendo un piccolo confronto con gli altri paesi, l’Italia si trova nell’ultima posizione della classifica delle aliquote massime applicate nella successione. Questa volta però la classifica si legge al contrario.

Infatti mettendo a confronto l’aliquota minima e massima delle imposte di successione, la posizione dell’Italia è nettamente migliore rispetto agli altri paesi. In Belgio l’aliquota massima risulta del 60%, in Germania e in Svizzera del 50% e i nostri vicini di casa francesi del 40%. Questo significa che, al momento della successione, un cittadino belga che non ha parenti in linea retta dovrà pagare allo Stato, al netto delle franchigie, il 60% del proprio patrimonio. Un italiano nella stessa condizione pagherebbe solo l’8%.

Strumenti utili

Proteggere il proprio patrimonio e i propri cari è possible grazie ad alcuni semplici strumenti:

  • testamento olografo – Si tratta di una forma di testamento fatto in autonomia quindi datato, firmato e scritto di proprio pugno senza l’obbligo di recarsi dal notaio. Nel testamento olografo vengono inserite le proprie volontà rispettando i limiti di legge.
  • strumenti finanziari –  È possibile sfruttare strumenti finanziari come le assicurazioni e titoli di stato che, fuoriuscendo dall’asse ereditario, non fanno cumulo nella totalità del proprio patrimonio. In poche parole, su questi strumenti, non si pagano le tasse di successione.

Muoversi per tempo e utilizzare gli strumenti corretti sono accorgimenti che permettono di pianificare la successione e proteggere il nostro patrimonio familiare a qualsiasi età: non è mai troppo presto per essere prudenti.

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