Lungo periodo, il miglior amico del risparmiatore

Lungo periodo, il miglior amico del risparmiatore

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Gli investimenti finanziari modificano il loro valore in positivo e in negativo quotidianamente. Come ogni mercato, anche quello finanziario è guidato dalla legge della domanda e dell’offerta: tanto più un titolo finanziario, azione o obbligazione che sia, è richiesto (quindi maggiore è la domanda) tanto più il suo prezzo si alzerà e viceversa. Se ci pensiamo, la stessa cosa vale anche per il capo di abbigliamento più alla moda di quest’anno che avrà prezzi altissimi, mentre quello che andava di più negli anni passati scenderà di valore. Questo per dire che il prezzo di un titolo o di qualsiasi altra “merce” dipende, oltre che dalla bontà anche dalla richiesta del mercato.

Investire deve quindi essere un atto ragionato che scaturisce da una riflessione anche temporale. Ecco un estratto del libro “Investire con testa e cuore” di Enrico Maria Cervellati e Alberto Pattono, che esprime in modo chiaro il significato di investimento:

Investire non significa “comprare e vendere”. L’investitore si differenzia dall’operatore commerciale. Il negoziante guadagna quando rivende quello che ha comprato; fino a quel momento tenere la merce “ferma” in magazzino rappresenta solo un costo. Investire, al contrario, significa scegliere titoli o strumenti e detenerli anche molto a lungo, possibilmente reinvestendo cedole e dividendi percepiti. Investire significa far lavorare il denaro, metterlo continuamente “a servizio” dei nostri obiettivi: mentre lavoriamo o ci riposiamo.

Obiettivo temporale chiaro

Uno dei fattori chiave di ogni investimento, anche finanziario, è il tempo. È sempre necessario definire gli obiettivi di breve, medio e lungo periodo.

Concentriamoci sul lungo periodo.

Investire nel lungo periodo significa mettere in conto anche dei periodi negativi e di importanti variazioni di valore degli investimenti. Mentre nel breve periodo le variazioni di valore possono essere forti e quindi bisogna essere saldi e non farsi prendere da emozioni negative, nel lungo periodo invece, statistiche alla mano, gli investimenti vengono ottimizzati in quanto le variazioni sono più contenute e il rischio di perdere con l’investimento azionario diminuisce con il crescere dell’orizzonte temporale. Se prendiamo in considerazione il periodo che va dal 1980 a oggi, sia a Wall Street sia sulle Borse europee possiamo notare chiusure in positivo rispettivamente 29 e 30 volte su 39 anni (Plus24 del 17 agosto 2019). A titolo esemplificativo, qui di seguito, il risultato della Borsa di Wall Steet dal 1980 a metà 2019.

Manutenzione degli investimenti

Una volta stabiliti gli strumenti finanziari, che necessariamente devono essere diversificati in termini di area geografica, asset class (azioni, obbligazioni e valute) e orizzonte temporale, è consigliata la strategia del ribilanciamento per ottimizzare il risultato dei propri investimenti. Si tratta di un metodo di manutenzione che va ad alleggerire nel tempo gli investimenti finanziari in guadagno in favore degli investimenti in perdita. Questa modalità, che potrebbe sembrare controintuitiva, permette di “portare a casa” i guadagni degli investimenti che stanno andando bene e “investire a sconto” nei mercati e negli investimenti che stanno andando peggio. Perché investire in qualcosa che sta andando male e che ha perso il 20%? Perché molto probabilmente quella riduzione di valore può essere recuperata in un tempo ragionevolmente breve, trasformando la perdita in guadagno. Non è forse vero che si è più incentivati ad acquistare merce quando è in sconto? Perché allora non farlo anche con un titolo finanziario?

In conclusione, una volta stabilito l’orizzonte temporale, aver predisposto un’ottima diversificazione e aver fatto qualche intervento di manutenzione quando necessario, sarà solo il tempo l’alleato perfetto dell’investitore.

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